8 apr 2010

Sfollati fantasma negli hotel, truffa da 2.5 milioni al Comune.

Coinvolti hotel Vergilius, Rivoli e Holiday, coinvolte due società nell'inchiesta

Tre alberghi registravano false presenze ottenendo rimborsi record: ai domiciliari due imprenditori

NAPOLI - Soldi per ospitare sfollati in realtà mai esistiti. Tanti soldi, 2.5 milioni di euro per stanze di hotel vuote e a disposizione degli alberghi napoletani: era questa la truffa scoperta dalla guardia di finanza. Per questo i due imprenditori proprietari degli hotel sono finiti ai domiciliari con l'accusa di truffa. Si tratta di Luigi Iannone e Vincenzo Savio. Dal 2004 al 2008 i due imprenditori hanno emesso nei confronti del Comune di Napoli fatture per prestazioni in effetti mai avvenute. In realtà gli sfollati erano solo sulla carta ospitati nelle stanze degli alberghi. Gli hotel Rivoli, Vergilius e Holiday nei quali risultavano alloggiati 250 sfollati, cittadini costretti per eventi calamitosi o altre cause a lasciare la propria abitazione.

L'ASSISTENZA FITTIZIA - Cittadini assistiti dall’amministrazione comunale, attraverso la Direzione Patrimonio Logistica, mediante la sistemazione in strutture alternative, come scuole o altri edifici comunali, la concessione di un contributo una tantum oppure mediante il reperimento di una sistemazione di alberghi. Per quest'ultima voce i rimborsi milionari ottenuti dai due imprenditori. Due anche le società coinvolte nell’inchiesta: la «Maxjo srl» e la «Fer.Ge.A srl», operanti nel settore dei servizi alberghieri e amministrate, in diversi tempi, dagli indagati.

CONTROLLI COMUNALI CARENTI - Le indagini - coordinate dalla Procura di Napoli - hanno anche accertato una carenza di controlli da parte delle strutture del Comune preposte, situazione che, secondo il procuratore aggiunto Francesco Greco, ha «sicuramente agevolato la perpetrazione dei reati». Sequestrati beni immobili riconducibili agli indagati per un valore equivalente a parte del profitto conseguito con la truffa.

RICHIESTE D'ARRESTO RESPINTE - Il pm Graziella Arlomede aveva chiesto l’arresto anche per Maria Rosaria Guidi, responsabile della III direzione Patrimonio e Logistica del Comune di Napoli; per Corrado Di Maso, dirigente a contratto del servizio Assegnazione immobili, e per Paolo Manfuso, responsabile del servizio di polizia municipale denominato «Nucleo alloggi» e deputato a questo genere di controlli. Il gip Umberto Lucarelli, tuttavia, ha respinto la richiesta, rilevando che gli amministratori delle società «inducevano in errore i funzionari del Comune competenti alla liquidazione delle spese». Il gip, inoltre, «non rileva che il Comune di Napoli avrebbe potuto evitare di cadere in errore attraverso una efficiente organizzazione del sistema di controlli». Guidi e Di Maso «non sono destinatari di uno specifico obbligo di protezione dell’integrità patrimoniale del Comune». Quanto a Manfuso, il giudice osserva che fu proprio lui a compiere, nel gennaio del 2007, uno dei controlli che hanno dato il via all’inchiesta, informando poi il responsabile del servizio Assegnazione alloggi e la polizia municipale. Le indagini, svolte proprio dalla polizia municipale oltre che dalla Guardia di Finanza, si sono basate anche sull’esame delle forniture di corrente da parte dell’Enel: molte delle persone che risultavano alloggiate negli alberghi, infatti, oltre a conservare la residenza anagrafica nelle abitazioni interessate dai dissesti, risultavano intestatarie di forniture di energia elettrica con un consumo mensile piuttosto elevato, «che sta ad indicare - nota il gip - la presenza costante negli immobili».

Fonte: corrieredelmezzogiorno.it

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