8 mar 2010

La «ragnatela» di Balducci. La dirigente pubblica al telefono: «Mi consideri una formichina»

Alti magistrati e funzionari membri della rete di Balducci.

FIRENZE — Troppa roba per una sola inchiesta. Lo dicevano i carabinieri che all’alba del 10 febbraio avevano eseguito gli arresti della presunta «cricca» e le perquisizioni negli uffici e nelle case degli altri indagati. Adesso, dopo la nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Firenze (carcere per Angelo Balducci, Fabio De Santis, Francesco De Vito Piscicelli e domiciliari per l’avvocato Guido Cerruti, dovuti a motivi di salute), c’è la conferma. Sulla miriade di rapporti con funzionari della Pubblica amministrazione, che nella loro richiesta d’arresto i pubblici ministeri definiscono «quasi sempre opachi e collusivi, comunque meritevoli di ulteriori approfondimenti » è in corso una nuova indagine. Ad occuparsene sono i carabinieri del Ros, che hanno seguito l’intera vicenda. Dovranno vagliare l’enorme mole di materiale sequestrato, soprattutto quello ritrovato nello studio romano di Cerruti, giudicato «di particolare interesse » dai magistrati, e poi vedere se vi saranno gli estremi per altri provvedimenti. Le figure chiave sono Balducci e Cerruti, lo scrive il gip Rosario Lupo. L’ex provveditore alle Opere Pubbliche viene definito come detentore di «un enorme potere conquistato sul campo, con una ragnatela di rapporti alquanto influenti e forti». Nelle informative che lo riguardano, ci sono decine di telefonate con figure di rilievo istituzionale. Tra quelle trascritte vi sono i colloqui con l’attuale presidente del Tar laziale, Pasquale De Lise, che secondo gli investigatori risulta «in stretti contatti» con lui e con l’imprenditore Diego Anemone. In una conversazione del 4 settembre 2009, è l’alto magistrato a chiamare Balducci, chiedendogli di incontrarlo per fargli vedere un documento. «... Uno di questi giorni... c’ho una carta che volevo farti vedere... quando ti riesce, ti volevo vedere cinque minuti».

Prima di chiudere la conversazione, De Lise accenna al fatto che, su input del genero Patrizio Leozappa, avvocato che spesso lavora insieme a Cerruti, si è «occupato»—le virgolette sono dei carabinieri— del recente provvedimento di rigetto del Tar del Lazio riferito alla storia del Salaria Sport village, la struttura che secondo i magistrati «è riconducibile alla famiglia dell’imprenditore Diego Anemone», dove Guido Bertolaso avrebbe «usufruito non solo di massaggi ma anche di vere e proprie prestazioni sessuali». «Patrizio mi aveva parlato di quella cosa — dice De Lise — ma quella non stava né in cielo né in terra... quindi insomma… e appunto… io l’ho seguita un po', quella storia là... ma non... eh... appunto... assolutamente ». Balducci: «Grazie». Si tratta dello stesso provvedimento di rigetto per il quale Leozappa incassa i complimenti di Diego Anemone. E replica: «Eh, io il mio lo faccio». In un’altra intercettazione, l’ex presidente delle Opere Pubbliche chiama Leozappa: «Senti Patrì, che tu sappia il "Capo" sta a casa?». La risposta è affermativa. I carabinieri annotano che «il Capo» al quale in molte conversazioni fa riferimento Balducci è De Lise, che infatti viene subito chiamato sul suo cellulare, intestato a Ferconsult, un Consorzio per l’assistenza tecnica, amministrativa e ingegneristica nei trasporti. Anche la rete di Cerruti, uomo di fiducia di Balducci, è «di impressionante grandezza», secondo i pubblici ministeri. Dal presidente del Tar lombardo, Piermaria Piacentini, a decine di funzionari della Pubblica amministrazione. Scrive il Gip: «Collabora addirittura, senza averne titolo, trattandosi di un libero professionista, con la dottoressa Forleo per l’appalto dei Grandi Uffizi».

Maria Pia Forleo è una dirigente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, insieme a Fabio De Santis destinataria dei regali natalizi fatti da Piscicelli durante una giornata di shopping a Roma. Ad esempio delle entrature di Cerruti, nell’ordinanza di custodia cautelare il gip cita un episodio che riguarda la Camera arbitrale per i Lavori pubblici. Sui contatti tra l’avvocato romano e questo importante organismo i pubblici ministeri hanno dedicato un intero capitolo della loro richiesta d’arresto. Il 15 luglio 2009 la funzionaria Mariella Civitella lo chiama. «Avvocato, disturbo? Siccome c’è in procinto una nomina di un perito, e allora se dovessero... chi gradisce?». Cerruti, prima di fare un nome, chiede l’importo dell’appalto al quale si riferisce la nomina. E poi indica l’ingegnere Enrico Bentivoglio, «già emerso nell’indagine in quanto appartenente all’Ufficio del Commissario Delegato per il Mondiali di Nuoto Roma 2009 ed in stretti rapporti con De Santis e Balducci». Nonostante qualche remora della signora Civitella («... ma gliene abbiamo già dati quattro, eh...»), sarà quello il consulente prescelto. Durante la telefonata, la funzionaria fa presente a Cerruti la situazione del figlio. «... Ho visto sul sito gli idonei... ecco, mio figlio c’è rientrato... però è 3mila e oltre, diciamo, nella graduatoria... adesso ne devono prendere solo 400...». Cerruti chiede di avere questi dati: «Mandi subito». Nei giorni seguenti, Civitella si compiace del suo ruolo al telefono con un amico. «Mi sono messa a disposizione di queste persone, sempre... nel mio piccolo campo quello che posso fare, farò... in alcuni ambienti si ha bisogno della formichina... ecco, mi consideri la formichina della Camera arbirale, non sono la cicala». Conclude il gip: «Tutto fa quindi pensare che questo modus operandi sinergico fra Cerruti e la signora Civitella non sia affatto episodico, ma costituisca una consolidata prassi illecita ». Anche da qui parte la nuova indagine.

Fonte: corriere.it

Nessun commento:

Posta un commento

Etichette

Post in evidenza

Regioni: molte spese, pochi valori

Non si può definire semplicemente corruzione, sprechi, malgoverno quanto sta emergendo a proposito delle Regioni Quando la quantità di un ...