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15/feb/2010

Arrestato consigliere comunale del Pdl

In carcere a Milano il presidente della commissione Urbanistica a Palazzo Marino

Milko Pennisi in manette per concussione in flagranza di reato: preso con 5mila euro in un pacchetto di sigarette

MILANO - Milko Pennisi, presidente della commissione Urbanistica a Palazzo Marino, e consigliere comunale del Pdl è stato arrestato per concussione in flagranza di reato nell'ambito di un'indagine coordinata dai pm Tiziana Siciliano e Grazia Travella.

5MILA EURO NEL PACCHETTO DI SIGARETTE - Milko Pennisi e il rappresentante legale di una società immobiliare, che ha denunciato la concussione, si sono incontrati nella seconda metà del novembre scorso tra via Montenapoleone e via Manzoni, dove è avvenuta la consegna della prima tranche della mazzetta del valore di 5 mila euro, con banconote nascoste in un pacchetto di sigarette. Il rappresentante della società immobiliare, M.B., secondo quanto ricostruito dalle indagini era interessato a una pratica edilizia per un progetto di ristrutturazione immobiliare di una palazzina in zona Bovisa e si era messo in contatto con il politico, anche attraverso la sua segretaria, già dal settembre scorso. I due si sarebbero incontrati diverse volte all'interno di Palazzo Marino e anche in alcuni locali di Milano. Pennisi, secondo l'accusa, avrebbe spiegato al rappresentante della società che se non avesse versato a lui 10 mila euro, la pratica non sarebbe andata a buon fine. Così, a metà novembre, il rappresentante della società incontrò Pennisi e gli consegnò la prima parte della mazzetta, filmando però la consegna. A ricevere i soldi furono il consigliere comunale del Pdl assieme alla sua segretaria.

DUE INCONTRI - Dato che la commissione urbanistica si era riunita successivamente dando parere favorevole allo sblocco della pratica, Pennisi, stando alle indagini, intimò che venisse versata la seconda tranche. L'8 febbraio, però, M.B. si è presentato in procura a Milano, denunciando tutto. Da qui sono scattate le indagini e oggi pomeriggio i due si sono incontrati in via Hoepli, mentre gli investigatori li seguivano. Al momento della consegna «organizzata» della seconda tranche - composta da banconote precedentemente fotocopiate dalle forze dell'ordine - avvenuta in Piazzetta San Fedele, vicino a Palazzo Marino, il politico è stato arrestato. Nell'inchiesta è indagata in concorso anche la segretaria del consigliere comunale Pdl. Secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla Gdf e dalla polizia della sezione di polizia giudiziaria, la segretaria di Pennisi avrebbe avuto diversi colloqui telefonici con l'imprenditore.

LA MORATTI: CHIARISCA - Il sindaco di Milano Letizia Moratti, appresa la notizia, ha voluto confermare la propria fiducia nella magistratura augurandosi che l'esponente politico possa chiarire presto la sua posizione rispetto all'indagine. «Ho piena fiducia nella magistratura - ha affermato, affidando le sue parole a un breve comunicato - mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia». Dal canto suo l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli ha voluto esprimere la sua personale solidarietà a Pennisi ma ha escluso categoricamente che il suo arresto possa incidere negativamente sulla discussione in corso al consiglio comunale sul documento che sostituirà il piano regolatore: il piano di governo del territorio. «Umanamente sono molto dispiaciuto per lui - ha affermato a caldo Masseroli - ma questo episodio non deve incidere sui lavori del Pgt: il Pgt rappresenta una responsabilità che abbiamo assunto davanti alla città e quindi dobbiamo andare avanti, a maggior ragione adesso con più forza».
Per il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, è infondato ogni paragone storico tra Tangentopoli e l'arresto per concussione di Milko Pennisi. «Tangentopoli è stato un fenomeno molto più complesso - ha ricordato De Corato, che allora sedeva come consigliere comunale del Msi nei banchi dell'opposizione - qui siamo di fronte a un episodio su cui la magistratura farà chiarezza». «Confermo la mia piena fiducia nell'autorità giudiziaria - ha aggiunto De Corato - e spero che Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione anche in relazione alla dinamica con cui si è svolto il suo arresto».

Fonte: corriere.it

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Il Minottino

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Il termine scandalo deriva dal greco skàndalon, che significa ostacolo, inciampo. Il significato più antico del termine rinvia ad azioni o discorsi che danno cattivo esempio.

Nell'accezione corrente uno scandalo è l'effetto di un'azione che, una volta divenuta di pubblico dominio, causa un turbamento della sensibilità morale pubblica, prevalentemente in materia di sesso, denaro ed esercizio del potere. Il turbamento deriva in genere, più che dall'infrazione di singole norme, dal fatto che le azioni considerate "scandalose" sono caratterizzate da una commistione impropria delle categorie citate, che tale commistione è stata resa pubblica e/o che le azioni "scandalose" hanno com protagonisti personaggi pubblici.

I motivi di scandalo variano quindi in funzione delle epoche, delle culture e delle classi sociali in cui tali comportamenti vengono messi in atto e resi noti. Essendo la notizia pubblica di un fatto il motore principale dello scandalo, nella società moderna essi vengono frequentemente amplificati - e spesso costruiti - dai media, che promuovono a scandalo (cioè a questione etica di interesse generale) pettegolezzi sulla sfera privata (familiare, affettiva, sessuale) di persone note.

Gli ambiti in cui possono avvenire gli scandali sono i più vari, in ambito politico-finanziario possono riguardare episodi di corruzione e abuso di potere; in ambito privato possono riguardare l'infedeltà coniugale, la sessualità o l'omosessualità delle persone coinvolte, l'abuso fisico a danni di soggetti deboli (es. la pedofilia); in ambito sportivo è spesso motivo di scandalo una condotta sleale (ad esempio, casi di corruzione e doping).

Concernendo azioni "discutibili", molto spesso gli scandali hanno conseguenze politiche e giudiziarie. Ancor più spesso vengono strumentalizzati a scopo politico o economico.


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